Elio Meloni è nato ad Este (Pd). Pittore, laureato in Architettura, è Cultore di Rappresentazione dell’Architettura e dell’Ambiente, nell’ambito del Dipartimento di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Venezia. Dipinge, studia storia dell’arte, espone e partecipa alla vita artistica da anni; ha organizzato concorsi di pittura negli anni 1989/91 presso il Castello di Arquà Polesine (Ro) e collaborato per un concorso di pittura presso il Salone del Grano di Rovigo nel 1992; ha organizzato ed allestito personali e collettive. Ha partecipato a numerosi concorsi di pittura e grafica nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti, consensi di critica e di pubblico. Sue opere sono state pubblicate su vari cataloghi: Guida Artenova, Censimento Artisti Triveneti, L’Altro Modo di Volare, L’Elite. Nel 1998 è stato nominato Cavaliere Accademico, sez. Arte, dall’Accademia Internazionale Greci-Marino del Verbano. «La pittura di Elio Meloni nel corso degli anni ha consolidato la tendenza a modulare con finezza intuizioni, sensazioni, memorie, l’impalpabile levità del sogno, il metafisico silenzio in cui si contrappuntano le fantasie, le emozioni, le sottili vibrazioni dell’animo... Svincolata da una visione documentaristica del reale, essa si è sempre più inoltrata in una dimensione rappresentativa simbolica, surreale e lirica, nella quale le relazioni formali rispondono con originalità di costrutto e pregnanza di significato alle stimolanti divergenze di una feconda immaginazione.
Le creazioni pittoriche di Elio Meloni presentano spesso figure che agiscono o affiorano come in oniriche visioni, in ambienti scarni, spogli. Nel sintetizzare il rapporto dell’io con il mondo esterno, a volte possono accogliere suggerimenti dalla vicenda autobiografica dell’autore, ma più spesso sono riflessioni a largo raggio sulla complessità dei fenomeni psicologici e antropologici del nostro tempo, sul mistero che scandisce la parabola esistenziale dell’uomo e sugli interrogativi che esso da sempre si pone senza intravedere definitive risposte.
Le figure, in prevalenza femminili, si innestano in spazi sovrastati da una diffusa luminosità e da atmosfere immote ove aleggiano sommesse note di malinconia. Figure in attesa, testimoni di eventi in cui l’essenza della realtà è trasfigurata dalla fantasia in una sintesi che evidenzia un impegnato percorso di creatività meditativa, implicante altresì scelte cromatiche sobrie, soffuse ed efficaci, per interpretarne con armonica raffinatezza le variabili sfaccettature.» (Vito Cracas)